Into The Wild by Jon Krakauer - Review


Into The Wild 

by Jon Krakauer




Last month I craved an adventure so I picked up Wild by Cheryl Strayed and loved it, it made me realize that I haven't read a lot of books about real adventure and people's experiences in the wild, so here I am again with a book to feed my wanderlust: Into The Wild by Jon Krakauer.

The book is an expansion of a 9.000-word article by Krakauer on Christopher Johnson McCandless titled "The Death of an Innocent", which appeared in a issue of Outside magazine, in 1993. Krakauer did pieced together Chris's story, thanks to the object and dairy the boy left behind and the people he meet during his vagabond years.
In April 1992 Christopher McCandless hitchhiked alone to Alaska into the wilderness of Mt.Mckinley, four months later his decomposed body was found by a party of moose hunters in an abandoned bus in the forest, the same one we see on the cover of the book. How a young man from a well-to-do family came to die in the desolate wilderness of alaska is the story Krakauer tries to portray in Into the Wild.

The book shows very well how Chris wasn't a naive middle class boy who went into the wild unprepared, but how even thought the boy wasn't an expected of survival, he had managed to live homeless and penniless for more than two years and if it wasn't for some unlucky circumstances it would have been easily able to come back alive from Alaska to. 

(Christopher McCandless in front of the bus in which he was found dead.)

"Don't settle down and sit in one place. Move around, be nomadic, make each day a new horizon."

Reading about this clever young man who had such high ideals, was quite inspiring. His way of living life was totally off-beat, he was a romantic, overconfident, an idealist but never naive.
Krakauer writing style is a reporter's one, simple, direct, with interviews and document posting, it felt original and real, I was really impressed with it and came to like it quickly.

I liked this document book quite a lot and I will see the movie as soon as possible.

4.25/5 STARS

ITALIANO:

Il mese scorso in vena di avventura ho letto e amato molto Wild di Cheryl Strayed, ciò mi ha aperto le porte verso un nuovo genere di libri che parlano di avventure reali e esperienze di persone ha stretto contatto con la natura selvaggia. Quindi eccomi qui di nuovo ad alimentare la mia voglia di viaggio con Nelle terre estreme (Into the Wild) di Jon Krakauer. 

Il libro è l'espansione di un articolo di 9,000 parole riportato da Krakauer con il titolo "The death of an innocent" sulla rivista Outside, risalente al 1993. Krakauer a ricostruito la storia di Chris grazie agli oggetti e il diario lasciati dal giovane e alle persone che hanno incontrato Chris durante gli anni del suo vagabondaggio.

Nell' aprile del 1992 Christopher McCandless facendo l'autostop e camminando ha raggiunto l'Alaska fino a fermarsi nelle foreste del monte McKinley. Quattro mesi dopo il suo corpo in decomposizione è stato ritrovato da un gruppo di cacciatori d'alce all'interno di un vecchio autobus abbandonato nella foresta, lo stesso che vediamo sulla copertina del libro. La storia che ritrae Krakauer in Nelle Terre Estreme (Into the Wild) è quella di come un giovane di buona famiglia sia finito a morire solo nelle lende desolate dell'Alaska.

Il libro racconta molto bene come Chris non fosse il tipo ragazzo sprovveduto ed ingenuo che ha deciso di sfidare le proprie possibilità nella natura selvaggia, ma come nonostante il giovane non fosse un esperto di sopravvivenza, sia stato capace di vivere girovagando senza casa e soldi per più di due anni e come se non fosse stato per una serie di circostanze sfortunate, sarebbe potuto sopravvivere anche a questa sua ultima avventura.

"Non fermarti in un posto. Muoviti, sii nomade, conquistati ogni giorno un nuovo orizzonte"

Leggere di questo giovane, brillante ragazzo dai grandi ideali, è stato molto stimolante. Il suo modo di vivere era totalmente anti-conformista, era un romantico, troppo sicuro di sè, un idealista ma non era un ingenuo.
Lo stile di scrittura di Krakauer e giornalistico, semplice, diretto, con riportate interviste e documenti, risulta essere così piu reale, nè sono rimasta molto colpita da questo genere di scrittura e l'ho apprezzata sin da subito.

Ho amato molto questo libro documentario e non vedo l'ora di vedere il film.

4,25/5 STELLE



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